INTERVENTI STRUTTURALI

DI COMPLETAMENTO FUNZIONALE DELLE OPERE

di cui alla Legge 135/97

 

Giustificazione del progetto

La giustificazione del progetto è facilmente inquadrabile ai diversi livelli di programmazione delle strategie di intervento settoriale e segue pienamente le indicazioni dettate dalle linee di intervento stabilite dai rapporti di settore..

Infatti il rapporto interinale settoriale del sottoasse risorse idriche  per i fondi strutturali 2000-2006 indica fra gli obiettivi primari quello del recepimento della direttiva 91/271/CEE, riguardante l’adeguamento degli scarichi dei reflui, mirato al completamento delle reti fognarie e degli impianti di depurazione, nonché al riutilizzo dei reflui in particolare per scopi irrigui.

 Questo obiettivo è visto come azione di supporto alla legge 36/94, legge Galli, che aveva indicato gli interventi all’interno degli Ambiti Territoriali Ottimali. Questi interventi si inquadrano perfettamente anche nella direzione degli obiettivi che tendono a “creare le condizioni economiche adatte allo sviluppo imprenditoriale migliorando la produttività del settore”, in questo caso anche e soprattutto di quello agricolo.

La direttiva 91/271/CEE, recepita con la legge 152/99, testo unico sulle acque, individua come prioritari i seguenti obiettivi:

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Assicurare che le risorse idriche soddisfino per qualità e quantità anche le esigenze dell’agricoltura e dell’industria;

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Vi è la necessità di gestire le acque in modo tale da impedire o ridurre gli effetti negativi di eventi climatici esterni (inondazioni, siccità, ecc.)

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Stabilire un “elevato livello di tutela della salute umana” piuttosto che avere  un “minimo livello accetabile;

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Evitare lo sfruttamento eccessivo delle acque sotterranee e di superficie per uso agricolo ed industriale;

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Spostare nel tempo la disponibilità della risorsa acqua, in quanto particolarmente nel sud gli afflussi annuali sono concentrati in soli due mesi, distanti pure dai periodi di maggior richiesta.

 Il progetto qui proposto non solo rispetta i diversi punti, ma anzi è esattamente la realizzazione di questi obiettivi in quanto si propone di adeguare in misura decisa i sistemi di fognatura dei 9 comuni consorziati. Infatti provvede a dare una migliore sistemazione alle reti bianche e nere prevedendo un completamento per le nere e un consistente estendimento per le bianche, in modo tale da poter dare concreto contributo alla loro separazione. E’ orientamento comune a livello europeo che le prime acque di pioggia vengano trattate in quanto provenendo dal dilavamento urbano sono inquinate.

E’ previsto anche il potenziamento del depuratore (già finanziato con la Legge regionale n°14/     ) e il trattamento di affinamento finale del refluo tale da garantire la qualità dell’acqua disponibile per il riutilizzo irriguo ed industriale. Questo potenziamento e completamento dell’impianto consentirà di attuare la depurazione dei reflui civili ed industriali delle realtà produttive locali di tipo agro-alimentare, fra le poche compatibili con l’economia della zona. Per di più queste opere sono necessarie per consentire uno sviluppo sostenibile che non può prescindere dalla presenza dell’area sensibile dello Stagno di Santa Gilla, naturale recapito del bacino del fiume Flumini Mannu, zona di competenza del Consorzio Intercomunale di Salvaguardia Ambientale, amministrazione proponente l’intervento.

Lo sviluppo sostenibile è anche legato fortemente per la Sardegna sia alla salvaguardia ambientale sia al potenziamento delle infrastrutture che consentano lo sviluppo delle economie “sostenibile” come quella agricola. E’ esattamente in quest’ottica che si propone il riutilizzo dell’acqua per l’agricoltura e per le attività industriali di tipo agro-alimentare.

Il C.I.S.A. già da alcuni anni gestisce il sistema depurativo della valle del Flumini Mannu cogliendo l’obiettivo del rientro tariffario. L’iniziativa qui proposta, come dimostrano le analisi economiche, mantengono inalterata l’economicità del sistema, producendo al contempo enormi vantaggi per la popolazione e per l’economia del luogo.

Amministrazione proponente

      L’Amministrazione proponente l’intervento è il Consorzio Intercomunale per la raccolta e la depurazione delle acque reflue, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e per il riutilizzo delle acque depurate ad usi agricoli, costituito con D.P.G.R. n. 29 dell’8 maggio 1980, tra i Comuni di Segariu, Furtei, Sanluri, Samassi, Serrenti, Samatzai, Nuraminis, Serramanna e Villasor. La denominazione di tale consorzio è attualmente la seguente: “C.I.S.A.” - Consorzio Intercomunale di Salvaguardia Ambientale, con sede in Serramanna, provincia di Cagliari, Via Serra n°45,cap 09038, Tel.070-9139586-9139917 fax 070-9138832.

Settore o area di intervento

Gli interventi che si propongono per il finanziamento rientrano pienamente nel quadro normativo costituito dal Decreto Legge 25/03/1997 n°67 art.6, convertito con la Legge 23 maggio 1997 n°135, il quale prevede un PIANO STRAORDINARIO DI COMPLETAMENTO E RAZIONALIZZAZIONE DEI SISTEMI DI COLLETTAMENTO E DEPURAZIONE DELLE ACQUE REFLUE URBANE, tenendo conto della direttiva 91/271/CEE recepita con la Legge 11 maggio 1999 n°152. In effetti, tenuto conto delle necessità di dotare le aree depresse del Paese di una rete infrastrutturale adeguata, devono essere sostenute le azioni di completamento delle grandi opere avviate, di progettazione e realizzazione di nuove infrastrutture, di ampliamento della base produttiva, di mantenimento dell’occupazione e di creazione di nuove opportunità di lavoro.

Programma di riferimento

Il progetto proposto a finanziamento è riferibile al programma di interventi, in parte considerevole già attuati dal Consorzio Intercomunale, diretto alla realizzazione e gestione di un idoneo sistema di raccolta e trattamento dei reflui urbani e industriali di un’ampia area territoriale situata nella Provincia di Cagliari e il riutilizzo delle acque depurate per l’irrigazione agricola.

Gli obiettivi del programma generale indicato sono stati individuati nei seguenti:

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la realizzazione di uno schema depurativo razionale ed efficiente, che consenta la raccolta e il trattamento dei reflui generati nel territorio interessato dal progetto, nell’ambito delle linee del Piano Regionale di Risanamento delle Acque (PRRA);

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la salvaguardia ed il risanamento ambientale del vasto bacino del Flumini Mannu e dello stesso Stagno di Santa Gilla che ne rappresenta il recapito finale;

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il riutilizzo irriguo del refluo trattato.

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 Il programma di riferimento comporta una necessità finanziaria complessiva pari a lire 88.843.864.096. Ha avuto il primo finanziamento di lire 28.906.000.000 con fondi FIO di cui al decreto del Coordinatore Generale dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente del 14 novembre 1988, n° 1156, utilizzato integralmente. Successivamente sono stati erogati altri finanziamenti da parte della Regione Sardegna Assessorato Difesa Ambiente per 2.969.474.096 di lire e da parte della Amministrazione Provinciale di Cagliari per 3.000.000.000 di lire. Ora si dispone di un impianto di depurazione, seppure incompleto per gli obiettivi prefissati, regolarmente funzionante.

Per il completamento delle opere, dopo l’investimento citato, é stato predisposto apposito programma il cui importo di spesa é pari a lire 53.968.390.000.

Su tale programma é stato concesso un ulteriore finanziamento pari a lire 13.368.117.000 con l’inserimento del progetto nei Programmi Integrati d’Area.

Ai fini del completamento del programma complessivo occorrono pertanto lire 40.600.000.000.

Contenuto del progetto generale e di questo intervento.

Il progetto generale ha consentito la realizzazione del sistema di convogliamento delle acque reflue dai comuni consorziati (la lunghezza totale delle condotte realizzate risulta di circa 70,5 Km)  e del trattamento nell’impianto di depurazione consortile. 

I principali elementi del progetto generale già realizzato sono i seguenti:

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rete di collettamento per convogliare i reflui dei centri abitati al depuratore consortile tramite la realizzazione di un collettore principale che si estende lungo i comuni di Sanluri, Samassi e Serramanna, a questo sono collegati dei tratti secondari che innestano i comuni di Segariu e Furtei, Serrenti e quindi Nuraminis.

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realizzazione di un impianto di depurazione della potenzialità di 100.000 abitanti equivalenti (con dotazione idrica di 250 litri/ab. giorno corrispondente ad una potenzialità idraulica di 25.000 mc/giorno di refluo di tipo civile), con processo a fanghi attivi, su tre linee in parallelo,  digestione anaerobica dei fanghi con recupero di biogas e produzione di energia elettrica (gruppo di cogenerazione da 300 kVA);

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collettamento del comune di Villasor e delle attività produttive ricadenti nello stesso territorio comunale. Di notevole importanza è stata la possibilità di collettare parte dei reflui dello zuccherificio  ISZ, fino a colmare la potenzialità residua dell’impianto di depurazione. La prima fase sperimentale, operata su campagna saccarifera del 1999, ha datto ottimi risultati ed ha confermato l’idoneità dell’impianto a trattare questa tipologia di reflui. E’ evidente che la futura capacità depurativa dell’impianto necessaria per accogliere totalmente non solo i reflui dello zuccherificio ma anche quelli delle altre attività produttive della zona, ed ovviamente dei centri abitati,  dovrà essere ben superiore. Si calcola che la potenzialità espressa  in abitanti equivalenti debba avere punte di 500.000 ab. eq. Si prevede comunque, data la notevole variabilità dei carichi  di poter limare le punte di carico con accumuli temporanei e miscelazioni delle portate industriali con quelle civili;

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considerando che l’impianto era posizionato fuori dal centro abitato, in un’area scarsamente servita dalla viabilità comunale, si è reso necessario realizzare una agevole strada di accesso adatta anche al traffico pesante (si pensi per esempio al trasporto dei fanghi di supero); 

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Il comune di Samatzai, pur facendo parte del Consorzio, per scarsità di fondi iniziali non era stato ancora collettato. Appena si è avuta la disponibilità delle risorse necessarie si è provveduto al suo collegamento, innestando una nuova condotta nel tratto iniziale del collettore di Nuraminis;

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Lungo la rete di collettori, dislocati nel territorio in aperta campagna, sono ubicate sei stazioni di sollevamento. Per evitare ila continua sorveglianza si è provveduto a dotare le stesse di gruppi elettrogeni di soccorso per tamponare le frequenti interruzioni di energia elettrica. Le stesse sono dotate anche di un sistema di telecontrollo, in corso di completamento, che permette di monitorare il funzionamento e di segnalare in tempo reale qualunque disfunzione.

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Per le medesime ragioni esposte per il Comune di Samatzai, si provvederà a breve, con i finanziamenti PIA, a collettare anche il centro abitato di Strovina (chiamato pure Sanluri Stato) frazione del Comune di Sanluri.

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Con la previsione del collettamento dei nuovi centri abitati e delle attività industriali della zona si è provveduto a predisporre le progettazioni necessarie per realizzare il potenziamento dell’impianto. In tempi rapidissimi si provvederà ad indire la gara d’appalto. 

Il progetto di completamento qui proposto parte da alcune semplici considerazioni che verranno in seguito sviluppate e tradotte in cifre. Considerando che il depuratore “produce” circa 5.000.000 di metri cubi/anno di acqua che è rilasciata totalmente senza nessun riutilizzo, in una generale situazione di perenne sicità che deprime l’agricoltura della zona (che costituisce una delle poche fonti di reddito fisso), si è ritenuto di valutare necessario il riutilizzo in agricoltura. Per consentire questo, data la variabilità dei carichi inquinanti che arrivano all’impianto durante il corso dell’anno,  è comunque necessario provvedere ad un trattamento di affinamento finale che consenta sia di rispettare i parametri in uscita sia di poter garantire sempre la dotazione idrica dichiarata disponibile. Con i trattamenti previsti è anche possibile garantire il riutilizzo dell’acqua per usi industriali, aumentando quindi la flessibilità del sistema.

Per avere maggiore elasticità in esercizio sono previsti diversi accumuli del refluo trattato e affinato. Un primo accumulo per una capacità di circa 50.000 mc verrà realizzato in adiacenza al depuratore. Un accumulo di 500.000 mc sarà recuperato nell’area dello zuccherificio in quanto con l’entrata in funzione del depuratore potenziato verrà dismesso l’attuale  lagunaggio. Un ulteriore accumulo di circa 100.000 mc verrà realizzato in corrispondenza di un torrino di distribuzione del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, che provvede alla distribuzione dell’acqua per l’agricoltura. Questo nodo verrà collegato al depuratore con una premente della lunghezza di circa 6,2 Km.

Più in dettaglio il complesso dei progetti prevede le seguenti opere:

Trattamento di finissaggio del refluo

Come già detto il trattamento consiste in due filtrazioni successive e precisamente una prima filtrazione a gravità su letti di sabbia ed una seconda su filtri in pressione su letti di carboni attivi.

I filtri a sabbia hanno un funzionamento di tipo tradizionale con un processo di chiariflocculazione con calce e cloruro ferrino e la successiva filtrazione a gravità su 4 filtri a sabbia dello spessore di 1,2 m e della superficie di 60 mq ciascuno, per un totale di 240 mq di superficie filtrante. Il lavaggio avviene in modo automatico in controcorrente con acqua e aria.

I filtri a carboni attivi sono del tipo a camicia metallica chiusa sono costituiti da cinque gruppi di tre filtri ciascuno che funzionano anche contemporaneamente con  lavaggio automatico in controcorrente. I filtri hanno diametro 2,8 m ed un volume di 13,5 mc di carbone attivo.

La disinfezione verrà effettuata con un impianto di produzione di diffusione di ozono. L’ozono viene prodotto facendo passare aria secca fra pareti metalliche di acciaio inox nelle quali è realizzata una forte differenza di potenziale. L’ozono viene poi fatto gorgogliare dal fondo della vasca di contatto dove l’acqua che ha già subito gli altri trattamenti mantiene un tempo di contatto di circa 15-20 minuti.  L’ozono residuo viene distrutto per termodecomposizione catalitica.

 Riutilizzo dell'acqua trattata

Per la migliore funzionalità del sistema occorrerebbe accumulare circa 2.000.000 di mc/anno, che comporterebbe un utilizzo considerevole di risorse e l’impegno di vaste aree. Per contenere sia l’impiego di risorse finanziarie  che di superfici si è previsto in questa fase di ridimensionare notevolmente i volumi da accumulare realizzando solo i volumi strettamente necessari per la sicurezza e la minima elasticità di funzionamento. Per ottimizzare le risorse si è pensato di recuperare tutte le opere già realizzate che potevano essere riconvertite allo scopo, Pertanto si recupererà il lagunaggio dello zuccherificio. Infatti, sarà più necessario provvedere all’accumulo dell’intera portata stagionale una volta terminati i lavori di potenziamento dell’ l’impianto di depurazione che sarà in grado di trattare tutti i reflui. I vasconi  recuperati hanno una capacità di invaso di circa 500.000 mc.

In uscita dall’impianto di depurazione, si dovrà prevedere di accumulare almeno la produzione di due giorni e pertanto si realizzerà una vasca di circa 50.000 mc.

In prossimità del torrino piezometrico del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale, nel punto indicato dal medesimo Consorzio, verrà realizzato l’ulteriore accumulo per una capacità di circa 100.000 mc. Questo valore è stato indicato sempre dal Consorzio per avere un minimo di elasticità funzionale, e corrisponde circa al fabbisognio di un giorno riferito alla zona più vicina servita dall’irrigazione.

Tutti i vasconi sono realizzati con pareti in rilevato di altezza 5 m e scarpa 1:1. La tenuta idraulica è realizzata con teli in pvc a doppio strato poggiante su un telo di TNT e sottostante strato di riempimento livellato e costipato.

Per il convogliamento dell’acqua nelle due direzioni sono previste due condotte. La prima che convoglia l’acqua pulita verso lo zuccherificio è realizzata con una tubazione in pvc del diametro di 400 mm, è in caduta ed utilizza un dislivello geodetico di circa 6 m. Per consentire il riempimento dei masconi di accumulo è stata prevista una stazione di sollevamento con pompe della potenza di 13,5 kW  con portata di 75 l/s e prevalenza 10 m.c.a.

La condotta che alimenta il vascone da 100.000 mc, in prossimità del torrino del C.B.S.M. ha una lunghezza di circa 6,2 Km è realizzata ugualmente in pvc ed ha un diametro di 600 mm. La stazione di sollevamento (ubicata nell’area dell’impianto di depurazione) è dotata di tre pompe da 54 KW che possono funzionare contemporaneamente. E’ presente la pompa di riserva. Ciascuna pompa ha prevalenza di circa 50 m.c.a. e portata di circa 80 l/s.  

Vasche di prima pioggia e collettori fognari

Uno dei problemi di conduzione più seri è rappresentato dagli aumenti notevoli delle portate durante le piogge. In realtà le fognature dei centri abitati sono miste e pertanto, in concomitanza con eventi meteorici, si hanno forti aumenti delle portate che pregiudicano il processo depurativo. Si prevede con questo intervento di cominciare ad attuare una separazione delle fognature. Si provvederà al completamento di alcuni tratti di fogna nera e alla realizzazione di tratti principali di acque bianche. Le acque bianche di prima pioggia corrispondenti ai primi due millimetri di pioggia verrà raccolta in vasche, che appunto vengono dette di prima pioggia, ed inviate successivamente a piccole portate verso l’impianto di depurazione per essere trattate. Questo in ossequio all’ orientamento della commissione di tecnici che per conto della comunità europea stà elaborando le direttive in materia ambientale. Sono previti, inoltre, i pretrattamenti di grigliatura e dissabbiatura per diminuire i frequenti intasamenti e consentire una vita più lunga alle giranti delle pompe.

Localizzazione

Le opere previste dall’intervento saranno ubicate in Sardegna, nella Provincia di Cagliari (più precisamente nella media valle del Campidano attraversata dal Flumini Mannu) e, essenzialmente, nei Comuni di Segariu,  Furtei, Sanluri, Samassi, Serrenti, Nuraminis, Serramanna, Villasor e Samatzai.

Ente realizzatore

L’Ente al quale viene attribuita la responsabilità della realizzazione delle opere previste nel progetto è costituito dal Consorzio Intercomunale per la Salvaguardia Ambientale con sede in  Serramanna prov di Cagliari.

Ente gestore

Il soggetto al quale è attribuita la responsabilità della gestione dell’intervento proposto è lo stesso Consorzio Intercomunale per la Salvaguardia Ambientale di Serramanna e per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, costituito con D.P.G.R. n. 29 dell’8 maggio 1980 tra i Comuni di Segariu, Furtei, Sanluri, Samassi, Serrenti, Samatzai, Nuraminis, Serramanna e Villasor.

Adeguamento agli strumenti urbanistici

Le opere relative ai lavori indicati in oggetto sono conformi agli strumenti urbanistici attualmente in vigore nei singoli comuni interessati dalle opere.

DEPURATORE CONSORTILE dopo il progetto legato alla legge 135
cliccando sulla carta si possono vedere più in dettaglio le parti costituenti il depuratore

Il consorzio CISA sta portando avanti un progetto per il trattamento delle acque reflue in modo da poterle riutilizzare a scopo irriguo. La carta mostra l'ampliamento del depuratore a seguito di tale progetto precedentemente illustrato in dettaglio.